Giacomo ODDO BUONAFEDE, Il Brigantaggio o l'Italia dopo la Dittatura di Garibaldi, Milano, Scorza Di Nicola, 1863-1865..

Terra di briganti ?

Buongiorno a tutti,

Apro questo blog per permettere di discutere con tutti dell’argomento delle mie ricerche attuali sul cosiddetto "Grande Brigantaggio" della fine dell'Ottocento. Vorrei che sia un luogo di discussione, di confronto delle idee su un argomento che continua tuttora a suscitare passioni e dibattiti, specialmente nel Mezzogiorno.

Oggi, il "brigantaggio" sembra onnipresente in Basilicata. Dai gruppi di tifosi, ai gruppi di musica, dagli spettacoli ai convegni, il "brigantaggio va di moda”. Su Internet, i siti dedicati al "brigantaggio" si moltiplicano e pochi comuni di Basilicata dimenticano di inserire qualche riga sulla storia del "brigantaggio" sui loro siti Internet. Per un episodio vecchio quasi 150 anni, questa vitalità sembra una curiosità, un enigma, specialmente per un osservatore straniero.

Da due anni, nell’ambito di una tesi di dottorato, cerco un modo di risolvere quest’enigma. Da una parte, nei documenti degli archivi provinciali e nazionali, voglio ricostruire la realtà di questa guerra civile meridionale per riscoprire le vere dimensioni del “brigantaggio” e della sua repressione. Dall’altra parte, tento di fare uno studio della memoria collettiva del “brigantaggio” per capire la vivacità del tema del “brigantaggio” nella Basilicata d’oggi.

Sono francese e, prima di cominciare questa ricerca sulla repressione del brigantaggio, non conoscevo nulla della Basilicata. O quasi nulla: le immagini di Carlo Levi (Cristo si è fermato a Eboli) e di Pasolini (Il Vangelo secondo Matteo) mi avevano spinto verso questa terra molto sconosciuta. Man mano, soggiorno di ricerca dopo soggiorno di ricerca, comincio ad abituarmi, a familiarizzarmi con questa regione. Purtroppo, le ricerche in archivio necessitano molto tempo e mi hanno impedito finora di scoprire tutta la Basilicata, da Maratea a Bernalda, dal Vulture al Pollino, da un’incontro all’altro.

Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato finora, tutti quei Lucani con cui ho potuto parlare di questi “maledetti” briganti. Forse questo blog mi permetterà di moltiplicare questi preziosi incontri, di ascoltare (in certo senso) i discendenti dei “briganti” lucani.

Grazie a tutti. A presto.

lunedì 18 febbraio 2008

Inchiesta sulla memoria del brigantaggio - Questionario.

Ho inserito sul blog il questionario che utilizzo da qualche mese per il mio studio della memoria del brigantaggio in Basilicata. Le versioni stampabile ed elettronica sono scaricabili con un semplice clic sui links che troverà nella colonna di destra ("Memoria del Brigantaggio").

Aspetto le vostre risposte: il vostro aiuto in questa ricerca è assolutamente indispensabile. Il questionario vuole permettere l'espressione delle vostre opinioni, dei vostri ricordi, dei vostri pareri su questi "maledetti briganti".

Più numerose saranno le risposte, e più precisi saranno i risultati.
Spero di potere leggere fra poco le vostre risposte e di pubblicare su questo blog i primi risultati.

A presto, grazie a tutti.

4 commenti:

Conte A. L. ha detto...

Ciao sono Antonio, vivo in Val D'Agri e trovo la tua iniziativa estremamente interessante. Sono un Naturalista e sono disponibile ad accompagnarti nelle Mitiche "Grotte di Iacuvanied", immerse nella Lecceta della Murge di San Lorenzo, a San Martino d'agri, uno dei posti in cui ancora oggi si pensa sia nascosto gran parte dei tesori dei Briganti. Se vuoi visitare il mio Paese per raccogliere informazioni contattami senza problemi, ciao e Buona Forutna.

P.-Y. MANCHON ha detto...

Ciao Antonio, e grazie per il tuo post. E sempre affascinante vedere come una memoria dei luoghi del brigantaggio è rimasta viva, anche dopo circa 150 anni. Ma per esempio, come hai saputo dell'esistenza di queste "grotte di Lacuvanied"? Chi te ne ha parlato? Quali storie si raccontavano intorno a questi "briganti"?
Comunque, accetto con grande piacere il tuo invito e dobbiamo cercare un modo di organizzare una gita brigantesca in aprile, quando tornerò in Basilicata.
Per altro, aspetto con impazienza la tua risposta al mio questionario e le risposte dei tuoi amici, parenti, vicini, ecc. Più numerose sarano le risposte e più precisi sarano i risultati.
Grazie ancora. Ciao, ciao,
Pierre Manchon.
(pierre.manchon@yahoo.fr)

naturalmentepollino ha detto...

Ciao sono rimasto sorpreso dalla tua ricerca: complimenti. Ma come mai hai scelto di approfondire fenomeno del brigantaggio, lucano in particolare?
Lo scorso anno del mio vecchio blog parlai anch'io del brigantaggio (http://parcopollino.spaces.live.com/blog/cns!12CEBA044614A7BD!521.entry) e di sicuro ne riparlerò nel mio nuovo spazio http://naturalmentepollino.wordpress.com).
Se è valido ancora il sondaggio sarò felice si partecipare. Ciao

P.-Y. MANCHON ha detto...

Ciao,
Prima di tutto vi chiedo scusa per il mio lungo silenzio. Infatti sono tornato a Potenza per alcune ultime ricerche all'archivio di stato e, come forse lo sapete, non è molto facile collegarsi a Internet à Potenza: i punti internet sono ben pochi.
Comunque, per rispondere all'ultimo post l'idea, di fare una ricerca sul brigantaggio postunitario è nata dal moltiplicarsi di libri sui briganti in questi ultimi anni (più o meno sino dagli anni 1990), accompagnato da molte manifestazioni, spettacoli, mostre, convegni.
Ma di fronte a questo fenomeno che vuole proporre una revisione radicale del Risorgimento (grosso modo: i briganti erano eroi di una nazione napoletana in lotta contro l'invasore piemontese), il silenzio degli storici di mestiere deve essere notato.
Ho voluto quindi "tornare negli archivi", concentrando le mie ricerche sulla repressione del brigantaggio e più specialmente sulla partecipazione dei meridionali stessi alla repressione (un fenomeno trascurato, mi sembra, dal revisionismo ambiante).
La scelta della Lucania poi si giustificava a priori da una storiografia meno abbondante su questa regione (allora provincia) rispetto per esempio alla Calabria o alle provincie al confine con lo Stato pontifico. A posteriori è stata giustificata dal fatto che la Basilicata, malgrado la distanza che la separa da Roma, è stato la zona dove il brigantaggio fu il più grosso e dove la repressione fu la più lunga.
Per di più avevo scoperto la Basilicata con il libro di Carlo Levi e questa regione esercitava una strana attrazione su di me.

Spero di avere risposto alla domanda e vi assicuro che cercherò di essere più presente sul web nei prossimi tempi. Grazie a tutti.